A molti piace far credere che il giornalisti siano la voce della gente. Invece mi rendo conto che sempre più che, in linea generale, prevale l’opportunismo. Non è facile credere che tutti i giornali, tutti i tiggì, tutte le radio siano uguali e trattino sempre le stesse notizie. Ma che fanno gli editori… la notte leggono l’Ansa, ci “pacioccano” un po’ sopra e poi al mattino pubblicano? (Previo scambiarsi i titoli) Sabato 10 Febbraio su “Specchio” supplemento settimanale de La “Stampa” in prima pagina troviamo un titolo:
10 SEMPLICI IDEE PER SALVARE LA TERRA
01. Isolare la casa
02. Alzarsi da sofà (per spegnere la “lucetta rossa” degli impianti Hi Fi)
03. Cambiare le lampadine (con quelle tecnologiche meno dispendiose)
04. Scoprire l’acqua tiepida
05. Chiudere i rubinetti
06. Usare l’auto con intelligenza
07. Riutilizzare i rifiuti
08. Consumare razionalmente (consumare prodotti locali)
09. Scegliere buoni elettrodomestici
10. Controllare la demografia
Ora leggendo l’articolo, il simpatico giornalista parla di comportamenti giusti. Parla addirittura di un ipotetico Sig. Rossi capace di salvare il mondo.Mi chiedo a cosa servano articoli del genere se non ispessire una rivista. Sono sicuro che i miliardi di abitanti della terra abbiano in effetti in mano la situazione del pianeta, ma mi interrogo su una cosa: esiste una consapevolezza collettiva del problema? E soprattutto esistono i mezzi per fare quello che tutti i politici, giornalisti, scienziati, ambientalisti ecc. ecc. ci chiedono? Su certi aspetti, sono pienamente d’accordo. Insomma alzarci dal sofà per spegnere il classico led della tv costa davvero poca fatica usar meno l’automobile anche. Il problema è di approccio culturale. In un mondo dove chi controlla l’energia controlla la politica, i materiali da costruzione bioecologici costano uno sproposito (e non si capisce proprio perché!), le verdure e la frutta da agricoltura biologica costano il doppio, gli elettrodomestici di nuova generazione “A+” hanno prezzi esorbitanti. Senza parlare del problema dei rifiuti. Queste considerazioni dovrebbero spingerci a capire che i singoli individui non sono i più indicati a gestire il problema risorse e la crisi energetica. L’entità del problema richiede una strategia globale. Insomma l’abbiamo provato sulla nostra pelle con l’Euro, senza un’azione coordinata di controllo gli speculatori hanno avuto facile gioco. Non si può sempre lasciar tutto all’anarchia. Il grosso problema è che ci vuole un forte investimento da parte dello Stato, incentivi (che in parte ci sono ma poco sponsorizzati) ma soprattutto divieti e relativi controlli sui vecchi sistemi di inquinanti. Si crede che combattere l’inquinamento sia antieconomico, ma non credo sia così, anzi credo fermamente che ci sarebbe un forte risparmio ed è la politica a doverlo promuovere. Prendiamo come esempio i pannelli solari. Innanzi tutto bisogna distinguere un pannello solare (produzione di acqua calda) dall’energia solare fotovoltaica. (produzione di energia elettrica). Un pannello solare permette dunque di scaldare l’acqua tramite i raggi solari. Non di alimentare radiatori però. Il sistema è elementare ed il costo di realizzazione dell’impianto non è elevatissimo. Un problema è che non possono essere installati dappertutto, ma ci sono ad esempio pendenze ed esposizioni da rispettare. Quando nei PRGC (Piani Regolatori Generali Comunali) vengo dettate le regole di edificazione (piani fuori terra, superfici copribili, indici di edificabilità… ecc. ecc.) sarebbe sufficiente imporre regolamenti ferrei anche sulle fonti di energia e sui materiali da utilizzare per poi bocciare i progetti che non ne tengono conto. Le imprese sarebbero costrette ad utilizzarli per poter realizzare gli edifici ed i progettisti a formarsi per adeguarsi ai tempi nella progettazione. I cittadini comprerebbero case meno inquinanti, più rispettose dell’ambiente e tutti ne otterrebbero beneficio. I pannelli solari ad esempio non producono anidride carbonica… Dunque no effetto serra. E’ una visione semplicistica? Forse bisognerebbe incominciare a pensare più semplicemente.
Che voto dai all’articolo? Clicca la stellina.
[ratings]

Questo articolo è stato inviato anche a OkNotizie. Se ti è piaciuto, un modo concreto per sostenerci è registrarsi (se non lo hai fatto ancora) e votare Sì all’articolo. Grazie.
|
|
|
|
|||||
| MC? |
Aiutaci |
Tu su MC |
Amici |
Contatti | Feed |
Fave |
Disclaimer |
Tag: affari, consumo, ecologia, Informazione, lavoro, malapolitica
maubra
Stampa questo Articolo










6 commenti
Feed ai commenti per questo articolo
Trackback link
http://www.mentecritica.net/10-modi-per-rimbecillirci/il-pianeta-che-ride/maubra/12/trackback/
18 Marzo, 2007 a 15:36
serpiko
Il tuo articolo è molto bello e specifica bene alcuni punti chiave, ad esempio che il punto di partenza per una riforma dello stile di vita non può essere il cittadino ma chi deve proporre le giuste alternative e renderle accessibili a tutti.
Ma nel suo senso generale non mi trova molto d’accordo.
A mio avviso, il pezzo di specchio non è malaccio: propone cose semplici e costruttive che chiunque può realizzare. Certamente non sarà tramite quell’articolo che si potrà risolvere il problema dell’inquinamento ma mi sembra comunque un buon modo per portare quotidianamente un briciolo di sensibilizzazione nei confronti di questo problema.
[Rispondi a questo commento]
18 Marzo, 2007 a 15:39
Rasputin
Se guardiamo al passato, alle civiltà antiche, non possiamo ignorare che molte di esse (Sumeri e Maya per esempio), collassarono a causa di un eccessivo sfruttamento delle risorse naturali nel contesto ambientale in cui vivevano. Come si sa, la storia si ripete, il villaggio è diventato il mondo intero e lo sfruttamento eccessivo di energia e materie prime è un dato di fatto. Dieci semplici idee per salvare la terra sembrano solo deboli palliativi, portati avanti un po’ perché qualcuno ha iniziato a guadagnarci sopra con il business del risparmio energetico, un po’ perché così facendo ci sentiamo tutti più buoni e a posto con la coscienza.
P.S.
Per la redazione: Complimenti per il sito. Avete fatto e state facendo un lavoro eccellente.
[Rispondi a questo commento]
18 Marzo, 2007 a 15:49
Davide
Hai ragione da vendere, maubra.
La legislazione è sempre tardiva quando si parla di innovazione, ma per fortuna in questo campo sono stati fatti dei passi avanti notevoli. Grave e colpevole (se non doloso) resta il fatto che nessuno, cazzo, nessuno ne parla. Invece di televendere materassi del cazzo o pentole di plastica o tagliacazzi superfighi perché non sponsorizzano cose utili? anche la defilippi mi risulterebbe simpatica se facesse pubblicità a questi prodotti.
Sulle nuove costruzioni invece siamo pesantemente indietro. La prima cosa che ho chiesto ai miei nuovi coinquilini è se nell’edificio fossero montati pannelli fotovoltaici (zona collinare, casa nuova di 2 settimane). Risposta negativa. Che cazzo, e parlo della provincia autonoma di trento, all’avanguardia nel settore (per evidente disponibilità di risorse più che per sensibilità, a questo punto.
Tristezza.
[Rispondi a questo commento]
19 Marzo, 2007 a 9:02
aghost
tutte le notizie internazionali sono diffuse da solo 3 o 4 agenzie. Significa che tutto quello che sappiamo del mondo lo sappiamo grazie a queste agenzie che operano in sostanziale oligopolio. Anche in italia funziona cosi grazie all’ANSA. Le tv vanno a rimorchio dei giornali, i giornali dell’ansa.
Le notizie “vere” cioè autoprodotte, sono pochissime. E’ tutta una gigantesca rimasticatura, un mega copia e incolla.
Ti sei mai chiesto perché il giornalismo d’inchiesta non lo fa quasi nessuno e, quel poco che si fa, è fatto da programmi satirici o comici?
[Rispondi a questo commento]
19 Marzo, 2007 a 13:07
Emanuele
Quoto sia davide che aghost.
La mancanza di informazione e il controllo dell’energia sono i problemi “root” di questra società. La maggior parte degli altri derivano da questi come un bel albero gerarchico (chissà perchè sto pensando ad Xml,deformazione professionale)
[Rispondi a questo commento]
19 Marzo, 2007 a 15:27
MenteCritica
interessante anche il collegamento con quanto detto in passato relativamente alla decrescita:
http://dellefragilicose.blogsome.com/2007/01/14/un-indirizzo-utile/
[Rispondi a questo commento]