Salerno “Luci d’Artista”: 10 domande a Vincenzo De Luca 96


Da otto anni, ormai, va in scena a Salerno uno psicodramma collettivo, quello delle sedicenti “Luci d’Artista”, 27 chilometri di installazioni luminose pensate per il periodo natalizio e sparse fra il centro e alcuni quartieri periferici. L’idea e il nome sono stati copiati pari pari da Torino, ma le differenze si sono andate ampliando anno dopo anno, a tutto danno di Salerno, come vedremo più avanti. Artefice e strenuo difensore del plagio è Vincenzo De Luca, eterno sindaco di Salerno e, da alcuni mesi, in barba alla legge, anche sottosegretario alle Infrastrutture in perenne attesa delle deleghe da vice ministro. Il tema di quest’anno è “Neve di primavera”, e il sindaco ha tenuto a farci sapere che l’ha scelto lui stesso, come ogni anno. Sì, perché, come ci ha appena rivelato, egli in fondo in fondo è “un poeta”, che purtroppo la politica ha ridotto a uno stato di “animalità”. Vero o falso che sia, affermare che si occupa anche di quelle che potrebbero sembrare minuzie serve ad alimentare il mito del politico “decisionista”, che l’ha reso talmente popolare in città da permettergli di insidiare il posto del patrono San Matteo nel cuore di molti fedeli elettori…

Fra le numerose bizzarrie legate a questo evento, la prima è che il montaggio delle luminarie comincia a settembre, in un contesto surreale, con temperature di 30° e operai che lavorano in maglietta e pantaloncini, mentre i salernitani se ne vanno al mare, e a tutto pensano, fuorché ai regali da mettere sotto l’albero o al cenone della vigilia. Dopo tanto lavoro e tante sudate, finalmente arriva il 1° novembre, l’atteso giorno dell’inaugurazione, rito laico che quest’anno è stato officiato alla presenza di Vittorio Sgarbi e della solita massa di popolo, pronta ad estasiarsi, col naso all’insù, al cospetto di tanta pacchiana magnificenza. L’efficace propaganda messa in campo da De Luca è riuscita ancora una volta a persuader il grosso della sonnolenta opinione pubblica salernitana che queste luminarie kitsch siano un evento di livello planetario, che porta in una cittadina di 135.000 abitanti qualche milione (sic!) di visitatori, e prosperità per i residenti tutti. La realtà dei fatti, purtroppo, è molto diversa. Le incongruenze e le “imprecisioni” sono talmente tante ed evidenti, che basterebbe davvero uno sforzo minimo per darne conto. Eppure, buona parte della stampa e dei maître à penser locali tacciono o reagiscono con grande timidezza allo scempio che De Luca fa ogni giorno della verità, della logica e perfino della buona educazione, quando non gli fanno addirittura da megafono. D’altra parte, una propaganda può dirsi efficace solo se può contare sulla connivenza di un buon numero di “portatori d’acqua”, che a Salerno purtroppo non mancano. Non volendomi confondere con tale categoria di persona, quand’anche solo per un peccato di omissione, ho pensato di sottoporre al sindaco 10 semplici domande, sperando che trovino la strada per arrivare a sua conoscenza. Molte di queste non gli sono mai state poste, a nessuna ha mai replicato. Tutte le affermazioni che leggerete si basano su articoli di stampa e/o dati ufficiali, che chiunque può facilmente reperire in rete.

1) Perché chiama “Luci d’Artista” quelle che sono quasi esclusivamente semplici luminarie da catalogo di produzione cinese, noleggiate in gran parte presso la ditta Lucifesta di Pomigliano d’Arco? È in grado di fare il nome, ad esempio, dell’autore del dragone che domina piazza Sant’Agostino, o dei pinguini perennemente a rischio mareggiata posizionati sulla scogliera antistante al lungomare? Ci sono quattro opere “firmate”, è vero, ma sono una minuscola frazione dei 27 chilometri di luminarie; inoltre, sono posizionate lontano dai flussi principali dei visitatori, quindi non “strategiche”. L’opera simbolo (parole Sue) della manifestazione è una gigantesca figura femminile sospesa in piazza Flavio Gioia, che secondo Lei rappresenta la “Primavera” di Botticelli. Dispiace solo che il sommo pittore fiorentino non sia vivo per risponderle come meriterebbe, anche perché obiettivamente ricorda molto di più una ballerina scosciata. D’altra parte, Lei non cita mai i quattro artisti delle luci, se non nei comunicati stampa (utilizzandoli come la più classica delle foglie di fico), né pensa a bandire un concorso, a commissionare e acquistare altre opere, come fanno ogni anno a Torino. Difatti, da noi le opere veramente “artistiche” sono le stesse da diversi anni, a dimostrazione del fatto che Lei non ha alcun interesse a portare avanti un seppur minimo progetto culturale.

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La Primavera di Botticelli secondo il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Soprannominata “Barbie Litoranea” a causa della somiglianza con professioniste dell’intrattenimento maschile.

2) Come mai a Torino, città di 900.000 abitanti, le luci (TUTTE di artisti veri, con nome e cognome!) hanno un costo pari a un terzo di quelle di Salerno, coperto in gran parte dagli sponsor? Le dirò di più: quest’anno (l’informazione mi è stata fornita dal competente ufficio del Comune di Torino con mail del 5/11) l’evento è COMPLETAMENTE a carico loro. Per quale motivo ogni salernitano è costretto a sborsare per le Luci 20 euro, mentre un torinese non spende nemmeno un centesimo? Perché, se l’evento è così “straordinario” (aggettivo che Lei usa spesso per le Sue iniziative), nessun imprenditore si è mai fatto avanti per trarne vantaggio?

3) È stata mai fatta (magari da un ente terzo) un’analisi dei flussi economici mossi dalle luci? Quest’anno sono stati stanziati 2,5 milioni di euro, senza considerare tutti i costi aggiuntivi: manutenzione, energia elettrica, navette, corse aggiuntive del nuovo trenino urbano (che Lei si ostina a chiamare “metropolitana”), ecc. È possibile sapere chi si avvantaggia davvero della presenza dei tanti visitatori mordi-e-fuggi, con bassa propensione alla spesa, che non siano i bar e le pizzetterie del centro? Trovo molto bizzarro, inoltre, che i costi siano imputati alla voce “manutenzioni”, sottraendo risorse a quel settore, e “costringendo” quest’anno il Comune ad accendere un mutuo di 2 milioni di euro per rimediare. Il classico gioco delle tre carte, insomma, grazie al quale Lei ha indebitato i salernitani per dargli le lucine.

4) Lei sostiene da anni che ogni edizione dell’evento attira 2,5 milioni di turisti. Vogliamo fare un conto semplice semplice? Visto che le luci restano accese per 90 giorni, significherebbe accogliere in città quasi 28.000 visitatori al giorno (l’equivalente di 555 bus da turismo), ogni santo giorno della settimana. Non le pare una cifra palesemente assurda? E per fortuna, direi, viste le dimensioni di Salerno, e la difficoltà a sostenere anche i normali volumi di traffico. Per i Suoi irriducibili sostenitori vorrei fornire ancora un altro dato, altrettanto decisivo, e forse più d’impatto… Nel 2012 il Museo d’arte più visitato al mondo è stato il Louvre di Parigi, con 9,7 milioni di visitatori. Se rapportiamo questo dato a un periodo di 3 mesi, otteniamo… 2,4 milioni, esattamente la cifra da Lei temerariamente annunciata. Ora, Le pare possibile che l’albero luminoso di piazza Portanova abbia gli stessi visitatori della Gioconda di Leonardo? È possibile, in una città normale, che un sindaco dica una sciocchezza di queste dimensioni senza essere immediatamente, clamorosamente e irrimediabilmente sommerso dal discredito e dal ridicolo?

5) Sgombrato il campo dalle cifre iperboliche da Lei millantate, cosa risponde ai dati di Bankitalia che parlano di un vistoso calo delle presenze a Salerno? Inoltre, Lei ha recentemente affermato che gli alberghi cittadini sono pieni fino alla metà di febbraio. Incuriosito da questa enfatica dichiarazione, il 31 ottobre ho fatto una piccola ricerca sul sito booking.com, cercando una stanza doppia  nei tre week-end fra il 1° e il 17 novembre. Ebbene, dei 39 alberghi prenotabili sul sito, quelli che avevano disponibilità sono stati rispettivamente il 44, il 70 e il 79%. Siamo parecchio lontani dal pienone, Le pare? Ah, se vuole, posso inviarle gli screenshot della mia ricerca…

6) Cercando “luci d’artista Salerno” sul web, il primo risultato rimanda alla pagina del comune “lucidartista.comune.salerno.it”. Ora, se nel budget di 2,5 milioni di euro avesse incluso 1000 euro per pagare un bravo webmaster, non ci troveremmo, ad oggi, a leggere il programma delle luci dell’anno scorso… Mi dica: dei turisti che volessero venire a vederle, dove dovrebbero cercare informazioni? Fa specie, poi, che per un’attrazione di richiamo internazionale (parole Sue), non sia disponibile una traduzione in inglese…

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7) Com’è possibile che in una città di mare del sud Italia l’evento “turistico” di punta siano le luminarie di Natale e non, per esempio, la stagione balneare? Non crede che tutti questi soldi sarebbero un miglior investimento nel turismo se utilizzati per il risanamento del mare e delle spiagge, per il recupero del centro storico, per ampliare le aree verdi, per la mobilità? Ah, aggiungerei anche un po’ di bagni pubblici, oggi praticamente assenti, per evitare il ripetersi dei penosi fenomeni ai quali i salernitani assistono impotenti: intere famiglie che comprano un caffè al bar per usare la toilette, e angoli bui (o anche solo in penombra) usati come orinatoi…

8) Perché parla di gemellaggi e cessioni delle luci ad altre città, se le luci vengono semplicemente noleggiate da un’azienda, e qualunque ente può fare altrettanto direttamente, senza passare attraverso il Comune di Salerno? Recentemente Lei ha citato Bruxelles fra le città interessate a un gemellaggio. Ne aveva già parlato otto mesi fa, ma ancora non è dato sapere quale fondamento abbia questa notizia. Ho fatto perfino una ricerca sul sito del comune di Bruxelles, ma non ho trovato alcun riscontro. È in grado di esibire un qualunque documento a proposito, fosse anche una mera dichiarazione d’intenti?

9) Per cercare di recuperare i consensi un po’ in calo, Lei ha invitato come “padrino” dell’inaugurazione Vittorio Sgarbi, al quale è stato evidentemente assegnato il compito di promotore delle luci e del Crescent (un enorme palazzone privato in costruzione in riva al mare, N.d.R.). Non entrando nel merito delle affermazioni risibili fatte da Sgarbi sui due argomenti, Le chiedo: perché ha invitato un pregiudicato per truffa ai danni dello Stato, chi lo ha pagato, e quanto, o quali promesse gli sono state fatte? Perché una cosa è certa: Sgarbi non si è mosso gratis, soprattutto perché appare inverosimile che possa aver ribaltato completamente e goffamente (come ha fatto) il suo precedente, inappellabile giudizio negativo sul Crescent senza alcuna corposa contropartita. Su questo aspettiamo al più presto una Sua dichiarazione ufficiale.

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10) Lei non si è mai preoccupato dei gravissimi disagi a cui i salernitani sono sottoposti per tre mesi, soprattutto nel week-end. Anzi, continua a irridere e insultare quelli che, a ragione, si lamentano del traffico, dell’inquinamento e della sporcizia, unico “indotto” certo e verificabile delle lucine natalizie. Addirittura, sembra orgoglioso del fatto che la città in quel periodo sia completamente paralizzata. Quindi Le domando: Lei è il sindaco dei salernitani, o dei visitatori una tantum?

Di @GMartana



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Informazioni su Gianfranco Martana

Nato a Napoli, ho vissuto a Salerno prima di trasferirmi in Inghilterra nel 2012, scegliendo Brighton soprattutto perché c’è il mare. Nella mia vita precedente ho conseguito un dottorato in Italianistica con una tesi su Letteratura e Cinema, una mia sceneggiatura ha ricevuto una menzione al “Premio Solinas” e ho scritto, prodotto e girato un cortometraggio con Alessandro Haber che mi ha dato qualche soddisfazione. Al momento le mie attività principali sono insegnare italiano, scrivere racconti e rileggere Calvino. La differenza è che quando insegno mi pagano. Qualche mio racconto è stato pubblicato e premiato qua e là, e di questo sono più riconoscente che fiero. A breve uscirà in ebook il mio primo romanzo presso un piccolo editore digitale di Milano. Poi si vedrà.